Nel novembre del 1985 l'Amministrazione comunale dell'epoca aveva stipulato una convenzione con la Società Procaccini, nell'ambito di un piano di lottizzazione, che prevedeva la cessione al Comune di tutta l'area e la demolizione di alcuni fabbricati.

Nel corso degli anni ci sono stati diversi orientamenti sull'uso dell'area. In seguito all'analisi effettuata per identificare nuovi spazi da destinare alle attività per i giovani, l'Amministrazione comunale ha deciso di modificare la convenzione originale prevedendo una sistemazione dell'area e degli edifici originali in grado di salvaguardare gli aspetti architettonici di fondo, ritenuti un pregevole esempio di archeologia industriale, e di consentire la realizzazione di un grande centro per la produzione artistica giovanile.

Dal recupero dell'area industriale dismessa, situata in una zona centrale della città, si sta sviluppando un polo nel quale i giovani sperimentano idee e capacità creative a contatto con operatori ed esperti dei vari settori della produzione culturale.

Le diverse attività artistiche e culturali si svolgono con l'intento di mettere a disposizione dei giovani competenza e professionalità. L'obiettivo è coniugare cultura e produzione, dar vita ad azioni che coinvolgano conoscenze artistiche, attività imprenditoriali e circuiti distributivi: una realtà in cui creare individualmente, avendo la possibilità di entrare in relazione con altri soggetti per un reciproco arricchimento e una maggiore efficacia delle proposte.

L'Amministrazione comunale, rispetto all'uso cui destinare La Fabbrica del Vapore, ha definito le linee progettuali, le finalità e gli obiettivi dell'intervento, le ipotesi per le attività che in linea di massima possono esservi svolte, i possibili soggetti e i modelli di gestione, riservandosi di individuare i contenuti specifici degli interventi e la configurazione giuridica dell'ente gestore, sulla base dei progetti presentati e dei soggetti proponenti prescelti.

Se, infatti, questo luogo è un polo di ricerca, di sperimentazione e di produzione culturale, ciò deve tenere conto della necessità di coniugare tali presupposti con nuovi moduli di produzione, sia essa materiale sia immateriale, e di aggregazione socio-economica.

Con la presenza di una varietà di operatori in diversi settori di attività si è creata l'opportunità di incontrarsi, di scambiarsi informazioni, di realizzare progetti attraverso l'interpretazione delle rispettive competenze professionali in vista di finalità distinte o comuni.