Fabbrica del Vapore

AL LAVORO

Una mostra sui diritti e sulle lotte dei lavoratori 

Negli ultimi quarant’anni, in Italia, il mondo del lavoro è stato attraversato da una progressiva erosione di diritti, tutele, garanzie e retribuzioni. Un processo che ha profondamente trasformato le condizioni di lavoratrici e lavoratori e che può essere letto come una vera e propria lotta di classe al contrario: contro il lavoro e a favore dello sfruttamento.
Che fine ha fatto lo Statuto dei Lavoratori? E che cosa resta oggi dell’articolo 1 della Costituzione, che riconosce nel lavoro il fondamento della Repubblica?

Al Lavoro si interroga su queste domande e sui grandi temi che attraversano il presente: l’occupazione, i salari e i contratti, la sicurezza e la salute, la precarietà e le profonde trasformazioni che hanno segnato il mondo del lavoro italiano.

La mostra nasce nel 2008 al Palazzo Ducale di Genova e viene successivamente allestita, nel 2009, a Sesto San Giovanni, la città che per decenni è stata considerata la “capitale del lavoro”. Nel 2025 il progetto viene completamente rinnovato in collaborazione con l’agenzia fotografica Prospekt e presentato al DUMBO di Bologna. Nel 2026 la mostra viene ulteriormente aggiornata per un nuovo allestimento a Genova, in occasione del 25° anniversario dei fatti del G8 di Genova del 2001.
L’edizione milanese, arricchita da contenuti e materiali dedicati al territorio, è ospitata alla Fabbrica del Vapore, nello spazio Cisterne, dal 18 settembre all’11 ottobre 2026.

Le immagini: dalla fabbrica alla precarietà contemporanea
Il percorso fotografico attraversa oltre quarant’anni di storia del lavoro e diversi settori economici: dalle grandi fabbriche degli anni Settanta alle lotte dei braccianti agricoli, dalla trasformazione del lavoro industriale alla precarietà contemporanea, dalla new economy alla crescente pervasività degli algoritmi.
Le immagini raccontano la crisi dei salari, le nuove forme di sfruttamento, le condizioni di lavoro nel settore sanitario e le più recenti mobilitazioni sindacali, restituendo la complessità di un mondo del lavoro in continua trasformazione.

In mostra sono presenti fotografi appartenenti a generazioni diverse. Alle firme storiche di Paola Agosti, Gianni Berengo Gardin, Lucio Cavicchioni, Francesco Cito, Dino Fracchia, Fausto Giaccone, Silvestre Loconsolo, Uliano Lucas, Fernando Moleres, Carlo Orsi e Alberto Roveri si affiancano Elio Colavolpe, Claudia Corrent, Alessandro Digaetano, Massimo Di Nonno, Michele Lapini, André Lihon, Diambra Mariani, Francesco Merlini, Eros Mauroner, Samuele Pellecchia, Alexey Pivovarov, Massimo Sciacca e molti altri autori.

Video, sculture, dati e una grande installazione dedicata alle morti sul lavoro
Alle fotografie si affianca un articolato percorso di materiali e linguaggi.
Sono presenti testimonianze video di rider raccolte in diversi Paesi, le opere scultoree dell’artista Winfried Loeschburg e la grande installazione “Non sono bianche queste morti”, dedicata alle vittime degli incidenti sul lavoro e realizzata collettivamente appositamente per l’edizione 2026 della mostra.

Testi, dati e grafici accompagnano il percorso fotografico, offrendo strumenti per leggere le trasformazioni del lavoro attraverso numeri, norme e condizioni concrete.
Tra gli elementi centrali della mostra c’è una linea del tempo lunga quarant’anni, che ripercorre i principali provvedimenti legislativi attraverso i quali diritti e tutele conquistati dalle lavoratrici e dai lavoratori attraverso le grandi lotte del passato sono stati progressivamente ridimensionati o smantellati.

Lo sguardo su Milano
L’edizione milanese porta la riflessione dentro la città e nel suo presente.
Milano, città vetrina, città dei saperi, delle opportunità e dell’innovazione, è anche una città nella quale vivere con un salario medio è diventato per molti una sfida sempre più difficile. Accanto alla crescita economica e alla trasformazione urbana aumentano il lavoro precario, la difficoltà di accesso alla casa e nuove forme di sfruttamento.

Attraverso immagini, dati e testimonianze, Al Lavoro invita a guardare oltre la retorica della crescita e a interrogarsi sulla realtà quotidiana di chi lavora.
Non soltanto sulla storia del lavoro, dunque, ma soprattutto sul suo presente e sul suo futuro: su chi lavora, in quali condizioni, con quali diritti, con quale riconoscimento e con quale possibilità di progettare e costruire la propria vita.

A cura di Progetto Comunicazione, in collaborazione con Prospekt

Orari

dalle ore 11.00 alle ore 19.30
chiusa il lunedì

 

INGRESSO GRATUITO

Inaugurazione: 17 settembre, ore 18.00