Lo spazio della Fabbrica del Vapore non è sempre stato come appare oggi.
A partire dalle origini del complesso industriale, si intende delineare una linea temporale che ne documenti le trasformazioni più significative, evidenziando i cambiamenti che hanno maggiormente inciso sull’identità del luogo.
Storia
All’inizio del Novecento Milano è una città in piena trasformazione. La convergenza tra cambiamenti politici e crescita economica avvia una svolta decisiva, segnando il passaggio da un’economia ancora in parte agricola a un sistema sempre più industriale. Alcune leggi ispirate ai principi illuministici favoriscono l’iniziativa imprenditoriale, sostenuta sia da investimenti privati sia da committenze municipali e governative.
Il capoluogo lombardo si dimostra particolarmente adatto a sostenere questa trasformazione. In città si sviluppano vivaci movimenti culturali e sindacali e anche una parte dell’aristocrazia lombarda partecipa al cambiamento, adottando una visione imprenditoriale più dinamica e “borghese”, orientata al commercio e all’industria. Accanto alla crescita delle industrie meccaniche, siderurgiche ed elettriche, assume un’importanza strategica il settore ferro-tramviario, fondamentale per lo sviluppo dei trasporti urbani e ferroviari. Tra le aziende che contribuiscono a questo comparto emerge la Carminati, Toselli & C.
La società viene fondata a Milano nel 1899 da Attilio Carminati come officina meccanica specializzata nella costruzione e manutenzione di materiale rotabile. La nascita dell’azienda avviene in un periodo complesso ma prolifico per l’industria italiana, segnato da tensioni sociali e scioperi ma anche da una forte espansione dei nuovi settori legati alla locomozione a vapore e allo sviluppo delle reti tranviarie.
Trasferitosi a Milano in giovane età, Carminati compie la sua formazione presso l’officina Miani e Silvestri di Porta Tenaglia, specializzata nella costruzione di locomotive, carrozze e altro materiale ferroviario. Nel 1899, dopo aver lasciato l’officina situata in zona Moscova, decide di avviare una propria attività insieme al Cavaliere Giuseppe Pozzi e a Carlo Toselli, che assume la direzione amministrativa della nuova società.
La prima sede dell’azienda viene stabilita in via Messina 9, in una posizione particolarmente favorevole: nelle vicinanze si trovano un’officina per lavorazioni metalliche, il deposito delle vetture tranviarie della S.A.O. presso il Cimitero Monumentale e lo scalo ferroviario di Porta Garibaldi. Inoltre, l’area, ancora poco edificata, offre ampie possibilità di espansione industriale.
Accanto alla riparazione delle vetture tramviarie, la Carminati Toselli avvia presto la produzione di nuovo materiale rotabile destinato alle numerose società ferroviarie italiane. Grande attenzione viene dedicata allo sviluppo delle carrozze tranviarie, settore in rapida crescita grazie al progressivo passaggio dalla trazione animale a quella a vapore e successivamente elettrica.
Nel frattempo l’azienda continua a crescere. Nel 1907 la società si riorganizza assumendo la denominazione di Società Italiana Carminati Toselli e amplia notevolmente la propria area produttiva nell’isolato compreso tra via Messina, via Procaccini, via Nono e piazza Coriolano. Tra il 1907 e il 1920 vengono costruiti nuovi edifici industriali e avviati i primi brevetti.
Nel 1911 la ditta trasferisce gli uffici amministrativi e gli appartamenti privati nella nuova sede situata all’interno del polo industriale di via Messina 24.
Su questo terreno Attilio Carminati fa costruire una palazzina destinata a uffici e abitazione privata, progettata dal cugino architetto Antonio Carminati e affiancata da un edificio adibito a officina.
Le facciate dell’edificio sono scandite da aperture rettangolari verticali regolarmente allineate, incorniciate da modanature in intonaco modellato. Le finestre sono sormontate da elementi decorativi in rilievo che presentano motivi figurativi di ispirazione meccanica e industriale. Tra questi compaiono fanali ferroviari, ruote di tram, catene, carrelli tranviari con sospensioni a balestra e respingenti ferroviari con molle a bovolo. L’insieme crea un linguaggio decorativo originale che sostituisce i tradizionali motivi floreali del Liberty con un immaginario legato al progresso tecnico e allo sviluppo dei trasporti urbani.
La Prima guerra mondiale provoca rallentamenti produttivi e danni materiali agli stabilimenti, ma nel dopoguerra la situazione cambia rapidamente. Con la gestione diretta del servizio tranviario da parte del Comune di Milano aumenta infatti la richiesta di nuove vetture. Nel 1919 l’azienda impiega circa 1350 operai e beneficia della forte espansione della rete tranviaria milanese, che raggiunge il suo massimo sviluppo negli anni Venti.
Un momento particolarmente significativo arriva nel 1928 con la realizzazione del primo prototipo del tram 1501, noto come tram modello 1928. Di questo modello verranno costruite oltre cinquecento vetture, contribuendo in modo decisivo al rinnovamento della flotta tranviaria milanese. I tram, detti “a carrelli” per la presenza di due carrelli sotto la cassa in acciaio, rappresentano una grande innovazione tecnologica. Il progetto, sviluppato dagli ingegneri D’Alòi e Cuccoli dell’Ufficio Tramviario Municipale, prende come riferimento il modello americano Peter Witt, diffuso in molte città degli Stati Uniti.
Negli anni Trenta, con l’affermarsi del regime fascista, Attilio Carminati si oppone alle imposizioni di riconversione industriale dalla produzione civile a quella bellica. Dopo aver garantito la ricollocazione di operai e impiegati in altre aziende del settore, la sua contrarietà porta alla liquidazione della società. La Carminati & Toselli cessa definitivamente l’attività nel 1935.
Negli anni successivi gli edifici vengono affittati o venduti a diverse aziende e subiscono trasformazioni che ne modificano l’aspetto originario. I bombardamenti della Seconda guerra mondiale causano ulteriori danni e demolizioni.
Oggi l’eredità della Carminati & Toselli sopravvive sia negli edifici della Fabbrica del Vapore, centro culturale del Comune di Milano, sia nei celebri tram modello 1928 che continuano a circolare nelle strade della città, diventati uno dei simboli più riconoscibili dell’identità milanese.
La Fabbrica del Vapore è un importante spazio culturale nel cuore di Milano, animato da un calendario continuo di mostre, concerti, spettacoli, incontri e proiezioni cinematografiche. Gli spazi assegnati tramite bandi pubblici favoriscono lo sviluppo di attività artistiche, musicali ed editoriali, mentre le residenze d’artista e le fiere tematiche rafforzano il ruolo del complesso come centro di produzione culturale giovanile. Dotata anche di spazi di ristoro e luoghi di aggregazione, la Fabbrica del Vapore rappresenta oggi un punto di riferimento per il quartiere e per la creatività nazionale e internazionale, oltre a costituire una significativa testimonianza di archeologia industriale della Milano dei primi anni del Novecento.
