Una palestra per i detenuti del Beccaria

All'Ipm Beccaria ritorna lo sport

Milano (Corriere della Sera - Elisabetta Andreis), 23 dicembre 2021

La palestra era attesa da tempo: Verde, azzurro e rosso sono i colori scelti dai ragazzi del Beccaria che, insieme ai volontari della fondazione 'Francesca Rava', hanno reso possibile un piccolo miracolo.
Dopo tanti anni di inagibilità la palestra del carcere è di nuovo funzionante e più bella che mai: "Finalmente hanno uno spazio di grandi dimensioni da utilizzare per le attività sportive e il merito è tutto loro - dice la presidente della onlus, Maria Vittoria Rava - hanno partecipato alla ristrutturazione con impegno ed entusiasmo sperimentando un modo costruttivo di vivere le relazioni, è un traguardo, un regalo di Natale simbolo di riscatto per tutta la comunità".
La palestra è uno dei tasselli del progetto "Palla al centro", nato dall'accordo di collaborazione con Maria Carla Gatto (presidente del tribunale per i Minorenni di Milano) e Francesca Perrini (responsabile del Centro giustizia minorile per la Lombardia).
In nome di quel progetto sono già stati attivati una scuola di informatica, laboratori di arte e imbiancatura, un programma di tornei sportivi e un ciclo di incontri motivazionali di preparazione al lavoro: "Dare segnali concreti di attenzione nei confronti dei ragazzi che temporaneamente vivono qui è importante per contrastare la loro stigmatizzazione sociale - sottolinea la Gatto - dobbiamo rafforzare il ponte tra dentro e fuori l'istituto, preparare il terreno per quando i ragazzi usciranno e sforzarci di immaginare un carcere minorile sempre più aperto".
Se è vero che l'ingresso al Beccaria, per gli adolescenti più vulnerabili, rischia talvolta di rafforzare un'identità deviante, è anche vero che se si uniscono forze pubbliche e private, quello stesso periodo può essere trasformato, al contrario, in una opportunità.
All'inaugurazione c'erano le madrine della fondazione, Paola Turci e Martina Colombari, con Billy Costacurta, che è sceso in campo assieme ai ragazzi, la direttrice del Beccaria, Cosima Buccoliero e gli assessori regionale al Welfare, Letizia Moratti e quello comunale Lamberto Bertolè, che ha rimarcato che "chi commette reato a 15 anni non sceglie di delinquere, ma sta chiedendo aiuto, ci chiama tutti in causa".
Certo, al Beccaria le criticità non mancano, e di recente il procuratore capo del tribunale per i Minorenni, Ciro Cascone le ha messe nero su bianco in una lettera indirizzata al ministero della Giustizia: "Innazittutto il sovraffollamento (39 ragazzi, che dovrebbero essere massimo 31), poi "gli spazi che erano destinati ai ragazzi arrestati in flagranza sono ora occupati da quelli in isolamento preventivo per il Covid, con il risultato che chi è in stato di fermo deve essere portato a Torino o a Genova (visto che i lavori che dovrebbero raddoppiare la capienza della struttura dureranno almeno un altro anno), lontani dalle loro famiglie, e questo aggiunge sofferenza".
Inoltre, il direttore dell'Ipm è in struttura solo due giorni, perché è distaccato a Opera, infine "aumentano gli adolescenti con problematiche sanitarie psichiatriche o di tossicodipendenza che destabilizzano la gestione dei gruppi, ma data la carenza di comunità terapeutiche specializzate in Lombardia, non viene trovata altra soluzione".

Aggiornato il: 2021/12/23