La disoccupazione spetta anche a detenuti

Milano, Agi, 16 novembre 2021

Naspi per chi lavora all'interno del carcere

Lo ha stabilito una sentenza del tribunale del Lavoro di Milano che ha condannato l'Inps a corrispondere la Naspi (il sussidio per chi ha perso un impiego), a un ex carcerato che aveva svolto per quasi due anni la funzione di addetto alla consegna e alla gestione della spesa e come cuoco.
"E' una decisione molto importante - commenta Francesco Maisto, Garante dei diritti delle persone private della libertà del Comune di Milano - perché tante persone si erano viste negare questo fondamentale sostegno al reddito, in seguito a una circolare del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, poi avallata dall'Inps; ora viene fatta finalmente chiarezza su un punto inderogabile: al detenuto deve essere assicurato lo stesso trattamento economico e previdenziale cui hanno diritto i cittadini liberi e non è possibile occultare questo diritto con la finzione che il lavoro penitenziario rientri nell'ambito di altre attività ricreative che si svolgono all'interno del carcere: il lavoro è lavoro per tutti".
Il rapporto tra l'ex detenuto e l'Amministrazione penitenziaria era cessato solo per 'fine pena' e, in seguito, l'ex recluso aveva presentato domanda per chiedere l'indennità dimostrando - buste paga alla mano - che l'attività lavorativa prestata era stata continuativa.
Nella sentenza del 10 novembre 2021 il giudice Luigi Pazienza si è richiamato al principio che "il lavoro penitenziario non può consentire l'introduzione di un trattamento differenziato tra i detenuti e gli altri cittadini in materia di assicurazione contro la disoccupazione", citando gli articoli 35 e 3 della Costituzione sulla tutela del lavoro e sulla rieducazione del condannato.
In pratica, secondo il magistrato "non possono sussistere ragioni per escludere il diritto alla Naspi, qualora ricorrano tutti i presupposti previsti dalla normativa specifica, e non vi sono differenze tra il lavoro penitenziario svolto all'interno alle dipendenze del ministero e quello reso all'esterno in favore di un soggetto terzo".

Aggiornato il: 15/11/2021