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La fabbrica prima di Fabbrica
All’inizio del Novecento Milano è una città in piena trasformazione. La convergenza tra cambiamenti politici e crescita economica avvia una svolta decisiva, segnando il passaggio da un’economia ancora in parte agricola a un sistema sempre più industriale.
In città si sviluppano vivaci movimenti culturali e sindacali e anche una parte dell’aristocrazia lombarda partecipa al cambiamento, adottando una visione imprenditoriale più dinamica orientata al commercio e all’industria. Accanto a settori come la meccanica, la siderurgia e l’elettrico, assume un’importanza strategica anche il comparto ferro-tramviario, fondamentale per lo sviluppo dei trasporti urbani e ferroviari.
Tra le aziende che contribuiscono a questo ambito spicca la Carminati, Toselli & C.
La società viene fondata nel 1899 da Antonio Carminati, il Cavaliere Giuseppe Pozzi e Carlo Toselli, come officina meccanica specializzata nella costruzione e manutenzione di materiale rotabile.
La prima sede dell’azienda viene stabilita in via Messina 9, in una posizione particolarmente favorevole: nelle vicinanze si trovano un’officina per lavorazioni metalliche, il deposito delle vetture tranviarie della S.A.O. presso il Cimitero Monumentale e lo scalo ferroviario di Porta Garibaldi. Inoltre, l’area, ancora poco edificata, offre ampie possibilità di espansione industriale.
Accanto alla riparazione delle vetture tramviarie, la Carminati Toselli avvia presto la produzione di nuovo materiale rotabile destinato alle numerose società ferroviarie italiane. Grande attenzione viene dedicata allo sviluppo delle carrozze tranviarie, settore in rapida crescita grazie al progressivo passaggio dalla trazione animale a quella a vapore e successivamente elettrica.
Negli anni l’azienda cresce e nel 1907 si riorganizza assumendo la denominazione di Società Italiana Carminati Toselli ampliando notevolmente la propria area produttiva nell’isolato compreso tra via Messina, via Procaccini, via Nono e piazza Coriolano. Tra il 1907 e il 1920 vengono costruiti nuovi edifici industriali e avviati i primi brevetti.
Nel 1911 la ditta trasferisce gli uffici amministrativi e gli appartamenti privati nella nuova sede situata all’interno del polo industriale di via Messina 24. Su questo terreno Attilio Carminati fa costruire una palazzina destinata a uffici e abitazione privata, progettata dal cugino architetto Antonio Carminati e affiancata da un edificio adibito a officina. Con l’avvento della Prima Guerra Mondiale la produzione rallenta e gli stabilimenti subiscono diversi danni. Finita la guerra però la società si riprende rapidamente. Con la gestione diretta del servizio tranviario da parte del Comune di Milano aumenta infatti la richiesta di nuove vetture.
Nel 1919 l’azienda impiega circa 1350 operai beneficiando della forte espansione della rete tranviaria milanese, che raggiunge il suo massimo sviluppo negli anni Venti. Un momento particolarmente significativo arriva nel 1928 con la realizzazione del primo prototipo del tram 1501, noto come tram modello 1928, di cui verranno costruite oltre cinquecento vetture, contribuendo in modo decisivo al rinnovamento della flotta tranviaria milanese.
I tram, detti “a carrelli” per la presenza di due carrelli sotto la cassa in acciaio, rappresentano una grande innovazione tecnologica.
Il progetto, sviluppato dagli ingegneri D’Alòi e Cuccoli dell’Ufficio Tramviario Municipale, prende come riferimento il modello americano Peter Witt, diffuso in molte città degli Stati Uniti.
