Nessuno tocchi Caino a Opera

Milano (ildubbio.news - Damiano Aliprandi), 19 dicembre 2019

A convegno l'associazione radicale con "Spes contra spem"

Venerdì 20 dicembre 2019 e sabato 21 dicembre 2019 (ndr) nel carcere milanese si svolgerà il congresso dell'associazione "Nessuno tocchi Caino".
"Spes contra spem", in riferimento al passaggio dell'apostolo Paolo di Tarso sull'incrollabile fede di Abramo che "ebbe fede sperando contro ogni speranza e così divenne padre di molti popoli", è un motto che in questi anni Marco Pannella ripeteva con insistenza. "Essere speranza", cioè vivere come attore della speranza, essendo noi stessi prova e corpo del cambiamento, contro "Avere speranza", ovvero la speranza semplicemente intesa come qualcos'altro da noi, di cui si aspetta il verificarsi, e sono proprio i detenuti, soprattutto quelli condannati al fine pena mai, a essere loro stessi speranza.
Ormai è una tradizione per l'associazione radicale tenere il congresso in un carcere, quest'anno nuovamente in quello milanese di Opera dove, nel dicembre 2015 si era svolto l'ultimo a cui aveva partecipato Marco Pannella e da cui aveva tratto ispirazione la campagna con il nome di "Spes contra spem", per il superamento dell'ergastolo ostativo e il 41 bis. Però, grazie alla perseveranza di questi anni, c'è la prova che essere speranza dà i suoi frutti, visto la decisione della Corte europea dei diritti dell'uomo e quella della Corte costituzionale sul tema dell'ergastolo ostativo.
"Successi che abbiamo potuto cogliere - spiegano in un comunicato stampa i dirigenti dell'associazione (il segretario Sergio d'Elia, il presidente Rita Bernardini e il tesoriere Elisabetta Zamparutti) - perché ha con-vinto Spes contra spem, motto di una vita di Marco Pannella, che ci ha animato in questi anni e perché hanno con-vinto i detenuti di Opera protagonisti del docu-film di Ambrogio Crespi "Spes contra spem - Liberi dentro" che, contro ogni speranza sono stati speranza, determinando con il loro cambiamento anche l'orientamento dei giudici delle più alte giurisdizioni nazionali e sovranazionali".
Due le sessioni di dibattito: la prima dedicata al tema "Il Diritto alla speranza: l'ergastolo ostativo, alla luce delle sentenze della Cedu e della Consulta"; la seconda dal titolo "Non un diritto penale migliore, ma qualcosa di meglio del diritto penale".
Nella mattinata del 20 dicembre 2019 dopo i saluti di accoglienza del direttore di Opera, Silvio Di Gregorio e del provveditore dell'Amministrazione penitenziaria della Lombardia, Pietro Buffa sono previsti quelli introduttivi di Giovanna Di Rosa, presidente del Tribunale di sorveglianza di Milano, Andrea Giorgis, sottosegretario del ministero della Giustizia e Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà. A cui seguiranno gli interventi programmati di Maurizio Turco, segretario del Partito radicale e di Stefano Castellino, sindaco di Palma di Montechiaro, città di origine di alcuni ergastolani detenuti a Opera, con testimonianze di detenuti condannati all'ergastolo. Nella sessione di dibattito sulle sentenze contro l'ergastolo ostativo interverranno l'avvocato Antonella Mascia, che ha patrocinato il caso Viola vs Italia alla Cedu, il presidente emerito della Corte costituzionale Valerio Onida, i professori Pasquale Bronzo, Davide Galliani e Andrea Pugiotto, il presidente del Consiglio nazionale forense Andrea Mascherin e Riccardo De Vito, magistrato di Sorveglianza di Sassari e presidente di Magistratura democratica.
Nella sessione di dibattito di sabato 21 dicembre 2019 interverranno il professor Luciano Eusebi, l'ex magistrato Gherardo Colombo e lo scrittore Gioacchino Criaco.
 

Aggiornato il: 07/04/2020