A confronto la vita della clausura e quella del carcere

Milano (iodonna.it), 10 gennaio 2020

Mostra fotografica sulle detenute di Bollate a sostegno di quelle di San Vittore

Un viaggio fotografico per documentare due mondi apparentemente lontani tra loro, ma per tanti aspetti molto simili e complementari: quello delle monache di clausura e quello delle detenute.
È questo il tema di "Un mondo dentro - Clausura e carcere", mostra fotografica di Eliana Gagliardoni, inaugurata il 9 gennaio, nella sala dell'Antico oratorio della passione in Sant'Ambrogio, a Milano.
Monasteri e carceri sono dunque il focus dell'esposizione che viene trattata senza morbosa curiosità e senza pregiudizi, ma con sensibilità e attenzione. Per realizzare il suo progetto fotografico la Gagliardoni ha ottenuto il difficile permesso di fotografare la clausura dal Vicario episcopale della Diocesi di Milano e, dopo aver ricevuto l'autorizzazione da parte del ministero di Grazia e giustizia, è entrata anche nel carcere di Bollate, all'interno del quale ha ritratto donne detenute.
"Al di là di alte mura e finestre con sbarre che lo sguardo non può oltrepassare - spiega Eliana Gagliardoni - esistono vite e realtà nascoste, sono vite che incuriosiscono, talvolta insospettiscono o generano opinioni pregiudizievoli; quante persone come me si sono chieste quale sia il senso di una vita da recluse? Monache di clausura e donne detenute, l'accostamento potrebbe sembrare una forzatura, ma la possibilità di una crescita interiore, sebbene parta e progredisca in contesti diversissimi e contrapposti, si rivela una grande occasione per entrambe, si tratta di due mondi apparentemente distinti e lontani, ma invisibilmente connessi da un potente strumento: la preghiera".
Eliana (Lilly) Gagliardoni è nata a Milano, ma si sente cittadina del mondo, la sua curiosità l'ha portata a visitare gran parte del globo e a conoscere in ogni Paese luoghi e persone. Fotografa autodidatta, a ispirarla per i suoi lavori è sempre e solo la sua grande passione; tre anni fa ha realizzato la sua prima grande mostra fotografica dal titolo "CuorinVolo", in cui ha documentato l'operato che i tanti volontari svolgono per esseri umani in condizioni di disagio, malattia e solitudine ed è autrice di calendari per associazioni come "Alfabeti", formata da volontari che insegnano l'italiano a persone extra-comunitarie o come "Fondazione Manuli", che si occupa di anziani malati di Alzheimer.
Al termine dell'esposizione, il ricavato della vendita delle foto verrà interamente devoluto a don Marco Recalcati in favore di detenuti della Casa circondariale di San Vittore particolarmente bisognosi e delle loro famiglie che, a causa della reclusione del proprio congiunto, versano in condizioni di grave disagio e difficoltà.
La mostra fotografica sarà visitabile fino al 19 gennaio 2020, dal lunedì al sabato, dalle 13 alle 19 e la domenica, dalle 10 alle 20 con ingresso libero.
 

Aggiornato il: 07/04/2020