A San Vittore tamponi salivari e vaccini

Milano (Corriere della Sera - Sara Bettoni), 17 maggio 2021

I test che hanno fermato la terza ondata da Coronavirus

Non solo le scuole, i tamponi salivari molecolari (ufficialmente sdoganati il 15 maggio 2021 dal Ministero della Salute), sono in uso anche a San Vittore.
Si tratta di piccole spugnette da tenere in bocca per alcuni minuti, che vengono inserite in una provetta sterile ed inviate in un laboratorio per le analisi.
Così si rintraccia la presenza del 'Covid-19' nella saliva senza usare strumenti invasivi come il tampone che fruga nelle cavità nasali e orale.
Per la loro praticità di somministrazione questi test sono considerati più adatti ai bambini, agli anziani e alle comunità difficili, come il carcere.
Ruggero Giuliani, medico infettivologo e coordinatore sanitario a San Vittore, spiega: "A febbraio 2021 abbiamo cominciato l'esperimento con i ricercatori dell'università Statale di Milano che hanno messo a punto i tamponi salivari, la nostra referente è la professoressa Elisa Borghi".
In un primo momento i 'lecca-lecca' anti-Covid sono stati proposti in parallelo con i test classici.
"Dall'8 marzo 2021 li impieghiamo per coloro che arrivano dalla libertà - continua il dottore - poi i detenuti rimangono due settimane in un'area separata di accoglienza e al 14esimo giorno li sottoponiamo al naso-faringeo".
Trattandosi di un contesto delicato, il salivare offre molti vantaggi, dice Giuliani: "La nostra esperienza è positiva, dobbiamo proporre lo screening a persone agitate perché sono state private della libertà e che a volte sono in condizioni alterate a causa di alcol o droghe: in questi casi fare un tampone naso-faringeo è complesso".
Non mancano i rischi per gli operatori, che potrebbero respirare delle goccioline emesse dal detenuto e potenzialmente contagiose, mentre il salivare può essere anche auto-somministrato.
"Abbiamo chiesto all'assessore regionale alla Sanità, Letizia Moratti - aggiunge il dottor Giuliani - di estenderne l'uso anche alle altre carceri".
Dai 500 'lecca-lecca' analizzati da febbraio (250 nel periodo tra il 6 marzo e il 18 aprile 2021), è nato uno studio scientifico. "Dalle prime evidenze sembra che i salivari rilevino il virus con qualche giorno di anticipo rispetto al naso-faringeo - dice il medico - una caratteristica utile per la nostra comunità, dove è difficile isolare i positivi".
Così, test frequenti e vaccinazioni hanno permesso al carcere milanese di evitare la terza ondata epidemica che ha investito il mondo fuori, mentre nel primo picco si erano registrati 21 casi e 150 a novembre 2020; ora la copertura vaccinale è superiore al 60/70 per cento, ma il lavoro di medici e infermieri (tutto personale dell'Asst santi Paolo e Carlo) prosegue perché San Vittore vede un continuo ricambio di detenuti e si pensa anche a chi viene scarcerato.
"Abbiamo allestito una tenso-struttura esterna per somministrare la seconda dose - termina Ruggero Giuliani - soprattutto ai senza dimora e a chi non ha documenti e, già da febbraio 2021 la Polizia penitenziaria può richiedere l'iniezione perché il virus non fa differenze tra chi ha la divisa e chi no".

Aggiornato il: 17/05/2021