Arresti solo per reati violenti

Milano (Giorno - Mario Consani), 8 aprile 2020

Circolare del procuratore capo, Francesco Greco

Nell'emergenza virus, valgano le regole dettate alla legge per i malati di Aids.
"Non può essere disposta né mantenuta la custodia cautelare in carcere - ricorda il procuratore capo, Francesco Greco ai suoi sostituti - salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza".
"È vero che quell'articolo del Codice di procedura penale tutela il diritto alla salute del singolo malato, ma in fondo - fa sapere il numero uno della procura - in relazione al 'Covid-19' il criterio di preferenza per la misura non custodiale, risponde alla necessità di salvaguardare la salute di tutti, dal momento che l'elevata contagiosità del virus espone al pericolo tutti coloro che vi entrano in contatto".
"Tanto più - aggiunge - che l'obbligo generalizzato di restare nelle case ha abbattuto nel mese di marzo anche il numero dei reati commessi in Italia: il 62 per cento in meno, rispetto a un anno fa, stando ai dati del ministero".
In parole povere: "Spedite le persone in carcere solo quando è assolutamente necessario - suggerisce Greco ai suoi sostituti - per reati violenti e quelli da 'codice rosso'".
"Il ricorso alla misura cautelare custodiale in questo momento emergenziale - scrive in una circolare spedita, ieri, a tutti i suoi vice e pm - appare utile e proporzionato soltanto con riferimento ai reati commessi con modalità violente, oltre a quelli connotati, per ragioni diverse, da eccezionale gravità".
Insomma, in assenza di iniziative del governo davvero utili a smaltire il sovraffollamento delle celle, in questa condizione di emergenza sanitaria, ecco un'altra soluzione 'fai-da-te' individuata dalle toghe nelle pieghe dei codici, dopo la lettera spedita alle procure dalla presidente del Tribunale di sorveglianza, Giovanna Di Rosa che chiedeva uno stop degli ordini di carcerazione. Presa di posizione seguita da quella del procuratore generale della Cassazione, Giovanni Salvi a tutti i pg presso le corti d'Appello e richiamata da Greco nella sua direttiva.
"Per quanto riguarda gli ordini di carcerazione di chi ha atteso in libertà la sentenza definitiva - scrive Greco - di aver già assunto provvedimenti che sono pienamente conformi alle indicazioni del procuratore generale".
Ma la regola varrà anche per le fasi precedenti, d'ora in poi, almeno finché durerà la pandemia, sia in caso di fermo che di arresto in flagranza, sia nelle successive convalide e tanto più nelle richieste di misure cautelari da avanzare al giudice delle indagini preliminari, stando alle buone prassi indicate dal procuratore capo, la cella dovrebbe entrare in gioco per gli indagati solo nei casi davvero più gravi, una vera e propria 'extrema ratio'.

Aggiornato il: 17/06/2020