Bambini in carcere con i genitori

Milano (dalsociale24), 25 dicembre 2020

Nelle carceri milanesi di Bollate, Opera e San Vittore

Molto spesso un genitore che finisce in carcere non riesce a vedere i figli per tanto tempo, talvolta per l'intera durata della pena, in molte carceri gli incontri avvengono in situazioni per niente familiari, in aree comuni, senza un minimo di intimità, sotto l'occhio vigile della Polizia penitenziaria.
Esistono pochi progetti che prevedono percorsi di sostegno a situazioni familiari di particolare fragilità nei quali sono coinvolti psico-pedagogisti, psico-terapeuti, criminologi e mediatori familiari; tra questi c'è il progetto 'Genitorialità in carcere' della cooperativa 'Spazio Aperto Servizi': compie 15 anni, durante i quali ha cercato di tenere vivo il legame tra la persona detenuta e i suoi figli, partendo da Bollate nel 2005 creando la 'Casetta', ovvero una stanza accogliente, arredata con divano, cucina, tavolo e giochi per permettere alle famiglie di incontrarsi in un ambiente più familiare rispetto alle solite sale colloqui delle Case circondariali.
Un anniversario importante che ricade nei giorni in cui si è stata prevista l'istituzione di un fondo ministeriale che permette di sostenere la vita fuori dal carcere di quei bambini che scontavano la pena con le proprie madri; l'emendamento alla legge di Bilancio - proposto dai deputati Bazoli e Siani - prevede il finanziamento di strutture alternative per i detenuti con figli al seguito: una misura apprezzata dalla 'Comunità Papa Giovanni XXIII' che, attraverso il presidente, Giovanni Paolo Ramonda ha sottolineato che "è fondamentale proporre alle mamme con figli di essere accolte presso vere case famiglia e, laddove questo sia impraticabile per le loro mamme, si liberino questi bambini con il collocamento presso parenti idonei o famiglie affidatarie".

Aggiornato il: 28/12/2020