Carceri sovraffollate secondo il papa

Roma, Ansa, 6 aprile 2020

Per il pontefice "Rischio calamità per il Covid-19"

"Il problema della pandemia del 'Coronavirus' può diventare nelle carceri una vera e propria calamità". Lo ha detto oggi il papa nell'introduzione della Messa a santa Marta, tornando così a chiedere alle istituzioni una soluzione.
"Penso a un problema grave che c'è in parecchie parti del mondo, io vorrei che oggi pregassimo per il problema del sovraffollamento delle carceri: dove c'è sovraffollamento, dove c'è tanta gente, c'è il pericolo che questa pandemia finisca in una calamità grave; preghiamo per i responsabili, per coloro che devono prendere le decisioni, perché trovino la strada giusta e creativa per risolvere il problema".
"C'è l'abitudine - ha aggiunto il pontefice - a vedere i poveri come ornamento delle città, come le statue, come una cosa normale, quando tanta gente è vittima dell'ingiustizia strutturale dell'economia mondiale".
"Ma io li vedo? Me ne accorgo? - ha chiesto Francesco riferendosi ai poveri - li incontreremo nel Giudizio e Gesù ci domanderà: come va con i poveri? Su questo saremo giudicati, nel rapporto con i poveri, non per il lusso, per i viaggi o per la nostra importanza sociale".
Il papa ha anche criticato tutte quelle strutture di beneficenza dove lavora tanta gente stipendiata e nelle quali la struttura assorbe "anche il 40 per cento delle offerte: questo è un modo di prendere i soldi dei poveri".
"Non occuparsi dei poveri è 'negazionismo' - ha aggiunto - questo non è fare il comunista, è il centro del Vangelo, saremo giudicati su questo; ci sono tanti poveri, c'è il povero che vediamo ma la grande quantità dei poveri sono quelli che non vediamo perché entriamo nella cultura dell'indifferenza che è 'negazionismo'".
 

Aggiornato il: 07/04/2020