Continuano le vaccinazioni dei detenuti

Milano (Avvenire - Luca Bonzanni), 3 marzo 2021

Per Pietro Buffa, provveditore del Prap Lombardia: "Così non pesiamo sugli ospedali"

Lì, potenzialmente, ogni scintilla rischia di accendere focolai che possono riverberarsi pericolosamente anche sulla pressione ospedaliera.
Anche per questo il piano nazionale vaccinale ha posto l'immunizzazione delle carceri, sia il personale che ci lavora sia i reclusi tra gli ambiti su cui intervenire prioritariamente.
"Se in un carcere la situazione dei contagi dovesse sfuggire di mano, l'impatto sugli ospedali sarebbe alto - spiega Pietro Buffa, provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria - un carcere che riesce a contenere e a prevenire la circolazione del virus pesa meno sulle strutture ospedaliere, in un contesto così compresso, prevenire le infezioni è fondamentale".
Le prime somministrazioni tra il personale sono iniziate il 4 marzo 2021: su un target di 4.482 persone, finora ne sono state avviate alla vaccinazione 3.111 (pari al 69,4 per cento).
"In linea con il piano nazionale - prosegue Buffa - si sono vaccinati non solo gli agenti della Polizia penitenziaria, ma anche il personale amministrativo ed educativo, i volontari e chi lavora per ditte che hanno incarichi all'interno degli Istituti penali: si è offerta una copertura ampia per abbattere il rischio di contagio e per riattivare le attività che erano state limitate".
Il raccordo con le istituzioni è stato stretto: "Abbiamo trovato una collaborazione forte sia con le prefetture, a cui hanno fatto capo le vaccinazioni delle forze dell'ordine, sia dalla direzione Welfare della Regione Lombardia, per le somministrazioni ai detenuti - rimarca il provveditore regionale dell'Amministrazione penitenziaria - per i reclusi, la campagna è iniziata il 15 marzo 2021 e, visto che si utilizzava il vaccino Astra Zeneca, immediatamente si è dovuto fare i conti con lo 'stop and go' disposto dall'Aifa, superata la sospensione si è aumentato il ritmo e al 29 marzo 2021 risultavano aver ricevuto la prima dose 1.723 detenuti su 7.657 (pari al 22,5 per cento)".
Basandosi sulla progressione fin qui tenuta, il primo giro di dosi per i detenuti potrebbe concludersi entro un mese e mezzo (il primo quarto è stato vaccinato in due settimane), mentre per il personale l'obiettivo pare conseguibile già ad aprile 2021.
"Se torniamo a un anno fa, si pensava che il carcere potesse vivere lo scenario più critico - ricorda Buffa - è stato fatto uno sforzo importante per garantire la sicurezza, certo nella seconda ondata si sono avuti numeri molto più alti della prima: complessivamente le persone infettate sono state centinaia, però oggi la situazione è sotto controllo, si contano in totale 80 persone positive, in 6 Istituti di pena su 18 e due ricoverate; San Vittore e Bollate hanno rispettivamente 28 e 33 positivi perché sono state individuate come strutture 'Covid-hub': quando in altre carceri ci sono più casi, si sceglie di trasferirli lì per limitare la circolazione del virus".
Dall'inizio della pandemia, sono stati oltre 44mila i test fatti per i detenuti: "Una campagna di screening molto importante - rileva il provveditore regionale - la messa in sicurezza con il vaccino può garantire un'altra sicurezza: cioè il riavvio progressivo di quelle attività educative o lavorative fondamentali per abbattere la recidiva, dunque per un reinserimento in sicurezza nella società.
"Una comunità penitenziaria che riparte - conclude il provveditore Buffa - è una comunità che riprende un percorso di prevenzione".

Aggiornato il: 07/04/2021