Due esposti contro il Cpr di via Corelli

Milano, Giorno, 30 luglio 2021

Chiudere il Centro di permanenza per il rimpatrio dei migranti

Episodi di auto-lesionismo, pestaggi e disagio psico-fisico: con queste motivazioni i senatori Gregorio De Falco e Simona Nocerino hanno richiesto con due diversi esposti il sequestro preventivo del Centro di via Corelli a Milano.
I due senatori si erano recati nella struttura gli scorsi 5 e 6 giugno 2021 accompagnati da assistenti di nostra fiducia ed esperte, collegate alla rete 'Mai più Lager - No ai Cpr': la visita ha prodotto un report, varie diffide volte alla liberazione di singoli trattenuti "in condizioni sanitarie incompatibili con il trattenimento in un Cpr" e ora anche due esposti penali.
Il primo fa riferimento alle testimonianze dei trattenuti che hanno raccontato di "pestaggi da parte di agenti delle forze dell'Ordine il 25 maggio 2021"; nella denuncia si ipotizza il reato di "lesioni e tortura aggravata in concorso".
Il secondo ipotizza, tra gli altri, il reato di "rifiuto di atti d'ufficio", e si chiede il sequestro preventivo del Centro per la "situazione ben conosciuta di totale indisponibilità di cure sanitarie specialistiche all'interno del Centro, dovuta al mancato accordo tra prefettura e Regione".
Quanto al dossier, l'indagine parte raccontando l'ingresso shock che ha visto i senatori e le loro assistenti (in diretta dal monitor delle telecamere interne, ndr), di fronte a un evento di auto-lesionismo da parte di un trattenuto, che stava per essere affrontato da agenti in tenuta anti-sommossa.
Infine, si evidenziano "la mancanza di registri e procedure, e le testimonianze dei trattenuti che fanno emergere una dilagante condizione di forte disagio psico-fisico, che sfocia in frequenti atti di auto-lesionismo o in tentativi di suicidio".
"Nel corso dei colloqui - affermano i due senatori - sono state registrate anche notizie di pestaggi da parte delle forze dell'Ordine»; nel testo si analizza "la gestione approssimativa e le carenze strutturali di un Centro nel quale impera l'arbitrio, causato da una legislazione lacunosa, che ha prodotto un non luogo dei diritti umani, laddove non esistono nemmeno garanzie minime di tutela per il diritto alla salute, alla difesa e alla comunicazione".

Aggiornato il: 30/07/2021