I detenuti leggono fino a 15 libri l'anno

Roma, Adnkronos, 3 maggio 2020

Il dato di una ricerca di Kluas Davi

I detenuti italiani sono in assoluto i maggiori consumatori di libri, superando di gran lunga la media nazionale.
È quanto emerge da una ricerca svolta dall'agenzia di comunicazione di Klaus Davi, realizzata su un campione di 285 ex detenuti che hanno lasciato il carcere negli ultimi dodici mesi e che verrà presentata a luglio 2020 nel Comune di San Luca (Reggio Calabria), dove Klaus Davi è consigliere comunale.
Il campione comprende carcerate e carcerati provenienti dai penitenziari di Milano (Opera e San Vittore), Reggio Calabria, Vibo Valentia, Catanzaro, Napoli, Firenze, Palermo, Bologna, Genova, Pisa e Padova.
Secondo la ricerca di mercato, un detenuto legge in media fino a 15 libri l'anno, ma ci sono anche dei detenuti modello che arrivano alla cifra record di 25 libri divorati in 12 mesi. Per leggere attingono prevalentemente dalle biblioteche del carcere (alcune - come a Padova e Bologna - dotate di veri e propri servizi bibliotecari), ma anche da libri che vengono spediti da parenti e amici; non mancano i volumi ricavati dal web e stampati con l'ausilio del personale carcerario e degli assistenti sociali.
In testa c'è la saggistica con il 13 per cento (con forte prevalenza di libri dedicati alla politica e al diritto), segue la narrativa (9 per cento), testi universitari (7 per cento); apprezzata anche altro tipo di lettura, con i libri dedicati alla cucina (12 per cento) che vanno per la maggiore, seguita dal giardinaggio (8 per cento) e dai viaggi (5 per cento); per centonella narrativa va forte il genere fantasy (14 per cento), mentre chi ama la saggistica non disdegna i volumi di storia (15 per cento) e di politica (11 per cento); fra i libri più letti spicca la biografia di Mao curata da Gennaro Sangiuliano dal titolo 'Il Nuovo Mao' (13 per cento), 'Basta' di Lilly Gruber (12 per cento), 'Il Nome della Rosa' di Umberto Eco (11 per cento), 'Diritto Costituzionale' di Giuseppe De Vergottini (9 per cento); molto letti sono anche le 'Memorie della Casa dei Morti' Fëdor Dostoevskij (5 per cento) e 'Le Mie Prigioni' di Silvio Pellico (3 per cento). Molto citati anche quelli di Nicola Gratteri e Alfonso Nicaso (8 per cento). Le detenute e i detenuti italiani sono anche forti consumatori di televisione con una media di 5 ore al giorno. Tra i personaggi più amati spiccano Barbara D'Urso, che ai detenuti dedica sempre molta attenzione nei suoi programmi (15%); non potevano mancare Roberta Petrelluzzi di 'Un Giorno in Pretura' (13 per cento) e Federica Sciarelli con 'Chi l'ha visto?' (11 per cento), molto seguito anche Gianluigi Nuzzi con 'Quarto grado' (10 per cento).
Tra le trasmissioni informative spiccano 'Report' (17 per cento) e 'Le Iene' (14 per cento); fra i talk più strettamente politici domina 'Porta a Porta' di Bruno Vespa (15 per cento) che batte di poco 'Di Martedì' di Giovanni Floris (13 per cento) tra le trasmissioni sportive la più seguita, soprattutto dal campione maschile, è la 'Domenica Sportiva' condotta da Paola Ferrari seguita da 'Tiki Taka' condotta da Pierluigi Pardo.
Più contenuto il consumo di internet visto che in carcere è spesso sottoposto a restrizioni. I detenuti sono anche forti consumatori di quotidiani con una media di un giornale al giorno letto. Molti Istituti penitenziari offrono l'opportunità di abbonarsi anche a quotidiani locali.

Aggiornato il: 04/05/2020