In carcere la scopertura agenti al 10,2 per cento

Roma, Ansa, 30 settembre 2020

Il Guardasigilli punta a rieducare i detenuti con progetti di lavoro

"Allo stato attuale la dotazione organica complessiva, riferita a tutti i ruoli del corpo di Polizia penitenziaria, come da ultimo rimodulata, è così riassumibile: a fronte della dotazione organica pari a 41.595, sono effettivamente presenti nei rispettivi ruoli del corpo 37.347 unità, con carenza complessiva di 4.248 unità, pari al 10,2 per cento dell'organico previsto".
Il dato è stato reso noto dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede durante l'audizione al Senato sulla condizione delle persone detenute.
"Per fronteggiare le annose carenze organiche - ha dichiarato il Guardasigilli - sono in atto le seguenti attività: relativamente al ruolo agenti/assistenti il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria sta ultimando le procedure del concorso pubblico per il reclutamento di 754 allievi agenti del corpo di Polizia penitenziaria (elevati a 938) la cui assunzione avverrà entro il mese di dicembre 2020".
"Inoltre, è prevista l'assunzione di 650 allievi agenti, ed è in fase di definizione - ha proseguito il ministro - il bando del concorso pubblico per ulteriori 970 allievi agenti, in proposito segnalo che l'art. 259 del decreto legge n. 34 del 19 maggio 2020 introduce una serie di misure in materia di procedure concorsuali per la funzionalità delle forze armate e di polizia, con la possibilità di disporre - anche in deroga alla normativa di settore - modalità semplificate di svolgimento delle procedure in considerazione della situazione di emergenza epidemiologica in atto".
"Lo sforzo maggiore che si sta compiendo - ha continuato il ministro - è quello di fare in modo che le persone detenute possano acquisire un'adeguata professionalità al fine di agevolare il loro reingresso in un mercato del lavoro che necessita sempre più di specializzazione e di flessibilità, nel merito l'Amministrazione penitenziaria ha dato ulteriore impulso alle attività propedeutiche per la realizzazione di progetti volti a incrementare l'offerta di lavoro qualificato e la formazione professionale a favore della popolazione detenuta realizzando anche collaborazioni con importanti realtà imprenditoriali".
"Infine - ha terminato Bonafede - sono stati presi accordi con numerosi soggetti istituzionali, per la digitalizzazione degli atti dei procedimenti penali di interesse storico, per esempio il lavoro sugli atti del 'processo Moro', avviando a tale attività detenuti opportunamente selezionati e formati presso laboratori appositamente allestiti".
"Tengo a segnalare che sono circa 70 i protocolli siglati a partire dal 2018 volti a favorire lo svolgimento di attività lavorativa dei detenuti, nell'ambito di progetti di pubblica utilità", ha concluso il ministro della Giustizia.
 

Aggiornato il: 30/09/2020