Indagine del Consiglio d'Europa

Roma, Agensir, 19 giugno 2020

Due milioni di persone scontano pene alternative

Sono 118mila i detenuti rilasciati nel lockdown, gli Stati europei applicano sempre di più sanzioni e misure che mantengono gli autori dei reati nella comunità senza privarli della loro libertà, secondo l'edizione 2019 dell'indagine annuale 'Space II', condotta per il Consiglio d'Europa.
Al 31 gennaio 2019 c'erano circa 2 milioni di persone in Europa che stavano scontando pene alternative alla detenzione (sorveglianza elettronica, servizi socialmente utili e arresti domiciliari).
Si tratta del 7,9 per cento in più rispetto al 2018, dato che emerge dal nuovo sondaggio annuale di 'Space II' condotto dall'Università di Losanna: "È un dato di soddisfazione per il Consiglio d'Europa che da tempo invita i suoi Stati membri a usare la prigione come ultima risorsa e ad applicare pene alternative alla privazione della libertà il più spesso possibile, per meglio promuovere l'integrazione dei criminali nella società, ridurre la recidiva, prevenire il sovraffollamento, migliorare il funzionamento delle carceri e promuovere un trattamento umano ed efficace dei detenuti". Un secondo aspetto fotografa la situazione dei "detenuti in Europa durante la pandemia" e indaga l'impatto delle misure legate alla pandemia di 'Covid-19' sulle popolazioni carcerarie in Europa, al 15 aprile 2020: 20 Amministrazioni carcerarie su 43 hanno rilasciato detenuti per limitare la diffusione del Coronavirus, facendo ricorso a misure quali l'amnistia, il rilascio anticipato o provvisorio e pene alternative.
Sarebbero stati 118mila i detenuti rilasciati in Europa nei mesi scorsi, ma nonostante ciò non ha risolto il problema del sovraffollamento che permane in alcuni Paesi (Turchia, Romania, Grecia, Ungheria, Cipro, Francia, Serbia, Repubblica Ceca, Austria e appunto Italia).

Aggiornato il: 19/06/2020