Le visite dei figli ai detenuti

Milano (Giorno - Leonardo Degli Antoni), 23 dicembre 2020

La soluzione è il 'Telefono giallo'

La pandemia da Coronavirus ha interrotto le visite in carcere, e i bambini e i ragazzi non sono più potuti andare a trovare la madre o il padre.
Mantenere un rapporto con i genitori detenuti è importante per la crescita dei più piccoli e 'Bambinisenzasbarre', onlus ha deciso di sostenerli in questo periodo di sospensione dei colloqui.
Per farlo ha potenziato il 'Telefono giallo', la linea telefonica di supporto dedicata ai familiari di coloro che si trovano in carcere, da sempre attiva per gli adulti, ora lo è anche per i bambini, figli di detenuti, e rappresenta un prezioso strumento a disposizione dell'intera famiglia: chiamando il servizio telefonico i bambini possono raccontare paure, dubbi, emozioni e bisogni, ricevere consigli e confrontare la loro esperienza con quella degli altri figli di detenuti.
"È una possibilità per i familiari di non sentirsi soli e di ragionare insieme a specialisti sulle risposte da dare alle domande difficili che i figli pongono ogni giorno - afferma Lia Sacerdote, presidente e responsabile scientifica di 'Bambinisenzasbarre' - per questi bimbi che spesso sono già emarginati e vittime di pregiudizi per la loro situazione, Telefono Giallo è un'occasione per costruire una comunità virtuale dove poter scambiare bisogni e consigli".
Dal 2002 - in Lombardia e in altre regioni - l'associazione aiuta i figli dei detenuti a mantenere il rapporto con il genitore, svolgendo un lavoro di accoglienza, ascolto e interazione all'interno degli 'Spazi gialli' degli Istituti penitenziari, luoghi dove i bambini vengono aiutati ad affrontare con maggiore consapevolezza la difficile esperienza della detenzione di uno o di entrambi i genitori; ora, grazie al 'Telefono giallo'. 

Aggiornato il: 12/01/2021