Legami nel carcere di Opera

Oltre le barriere della disabilità

Milano (milanofinanza.it) 8 gennaio 2020

Fondazione 'Sacra famiglia' e il carcere di Opera realizzano il primo progetto di inclusione sociale che coinvolge persone disabili e detenuti.
La fondazione, che dal 1896 si prende cura delle persone fragili con complesse o gravi fragilità e disabilità fisiche, psicologiche e sociali e l'associazione 'In Opera' della Casa di reclusione di Opera hanno dato vita a un progetto unico nel suo genere: "Legami in Opera".
Il progetto ha visto coinvolti sette uomini tra i 55 e i 70 anni, con difficoltà cognitive medio-lievi (e un vissuto decennale in Sacra famiglia) e 15 detenuti, italiani e stranieri (il più giovane di 23 anni e il più anziano di 65 anni): insieme hanno realizzato alcuni strumenti musicali.
Il percorso è durato tre mesi e si è strutturato attraverso una serie di incontri con frequenza settimanale, da giugno a fine ottobre 2019. Gli strumenti sono stati poi utilizzati durante il Recital di Natale in Sacra famiglia, un evento speciale che ha visto come protagonisti-attori, ospiti storici e volontari. Nel corso del progetto le fragilità di ciascuno sono diventate occasioni di esperienza e di vita comune, l'iniziale lontananza tra persone disabili e carcerati è sparita per fare spazio a canzoni, lavoro insieme e nuove amicizie.
"Siamo molto orgogliosi di aver partecipato a questo progetto - ha commentato Barbara Migliavacca, responsabile dell'iniziativa - i detenuti hanno vissuto l'esperienza in maniera positiva e gli ospiti sono riusciti, grazie all'aiuto di questi nuovi amici, a creare uno strumento musicale bello e vivo; ne è nata un'esperienza unica e toccante e di questo non possiamo che ringraziare l'associazione 'In Opera' e il direttore del carcere, Di Gregorio per averci aiutato a realizzarla; ogni barriera o prigione fisica, psichica e sociale può essere superata insieme nella solidarietà in un progetto comune".

Aggiornato il: 07/04/2020