Visita a Opera del segretario di Stato vaticano

Roma (vaticannews.va - Adriana Masotti), 19 dicembre 2019

Per portare ai detenuti la vicinanza di papa Francesco

Una giornata a Milano per il cardinale Pietro Parolin, trascorsa tra i detenuti del carcere di Opera, nella periferia della città, e poi a Quarto Oggiaro dove il segretario di Stato vaticano ha inaugurato una struttura che ospiterà alcuni nuclei di mamme con bambini fuggiti da guerre e violenze. Un messaggio di solidarietà che contrasta con la globalizzazione dell'indifferenza, ha sottolineato.
"Mi avete accolto come una persona importante, ma io vi porto la vicinanza di una persona più importante di me, di Gesù prima di tutto e poi di papa Francesco". Lo ha detto il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin nella sua visita, ieri (18 dicembre 2019, ndr) al carcere di massima sicurezza di Opera, nella periferia di Milano, che conta 1.300 detenuti.
A riceverlo la vice direttrice dell'Istituto, Mariantonietta Tucci, il comandante del reparto della Polizia penitenziaria, Amerigo Fusco e il cappellano, don Francesco Palumbo, e poi i volontari e gli agenti.
Il cardinale Parolin ha visitato i diversi laboratori sorti all'interno del carcere e ha parlato con i detenuti presenti, in particolare si è recato a vedere il laboratorio "Il senso del pane" che, allestito dalla fondazione "Casa dello spirito e delle arti", dal 2016 produce ostie destinate alle parrocchie di tutto il mondo. Benedicendo il laboratorio Parolin ha osservato che con questo lavoro, i detenuti collaborano con il Signore perché Lui possa dare la vita a tante persone.
"Con questo lavoro - ha spiegato il presidente della fondazione, Arnoldo Mosca Mondadori - vogliamo offrire un riscatto spirituale, umano e sociale a ragazzi che hanno compiuto reati, ma hanno intrapreso un percorso di cambiamento interiore".
Un'esperienza, quella milanese, che è già stata esportata in altre parti del mondo dove a produrre le ostie per la messa sono persone in condizione di marginalità. Tra i presenti anche padre Giannicola Simone, barnabita, che ha confidato a Parolin l'intenzione di aprire un laboratorio analogo nel carcere di Merida in Messico, dove operano i suoi confratelli. Un gemellaggio eucaristico tra Opera e Merida, ha commentato il cardinale.
Prima di recarsi nel reparto del carcere che ospita i laboratori artistici delle persone in Alta Sicurezza, il cardinale Parolin, ha fatto tappa nella cappella per un momento di preghiera con i detenuti. Stringendo loro le mani, li ha ringraziati per l'accoglienza semplice e fraterna e ha portato a tutti i saluti di papa Francesco che, ha ricordato, ha a cuore la situazione di quanti vivono nelle carceri. Il segretario di Stato ha sottolineato che la vicinanza della Chiesa ai detenuti non è solo un atteggiamento umano, ma un dovere se si vuol essere veri discepoli di Gesù.
"A Natale festeggiamo la nascita di Cristo - ha ricordato - e Gesù si è fatto vicino a noi, è venuto per condividere tutto di noi e per aprirci alla speranza; il mistero del Natale è proprio questo, un Dio che si è fatto vicino a noi, che fa sue le nostre sofferenze per darci la speranza di diventare persone nuove".
E proprio a Opera è stata lanciata la proposta, ed è il primo carcere in Italia a ideare una iniziativa simile, di ritrovarsi in preghiera un giorno a settimana per il papa.


 

 

Aggiornato il: 07/04/2020